Giorgia Meloni è ancora alle prese con il post referendum. Il no, prevalso in maniera netta, sta facendo emergere crepe in una maggioranza che sembrava granitica. Molti i nodi da sciogliere, soprattutto dopo le diverse dimissioni pretese dalla leader di Governo.
Giorgia Meloni, il nodo legge elettorale
Le dimissioni di Santanchè avrebbero creato qualche divergenza anche tra Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa. Tuttavia i nodi da affrontare nella maggioranza sono diversi. C’è, ad esempio, la legge elettorale. Con le perplessità della Lega, spiegano fonti di governo, sarà difficile cambiarla senza intese con il Pd e in questa situazione è impensabile procedere a colpi di maggioranza. Tante le insidie sulla strada che porta alla fine del mandato. Meloni finora non ha rinnegato l’obiettivo di arrivare a fine legislatura con il governo più longevo della storia repubblicana. Il rischio é farsi logorare. Un’accelerazione verso il voto anticipato, è il ragionamento che accompagna molte delle analisi nella maggioranza. Questa ipotesi potrebbe dare meno tempo al campo largo per organizzarsi. Qualche confronto sugli scenari sarebbe avvenuto anche a livello istituzionale.
L’interim al turismo
Intanto, dopo le dimissioni forzate di Daniela Santanchè, Meloni ha assunto ad interim la guida del ministero del Turismo. Il decreto è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier, da quanto emerso, salirà al Quirinale quando avrà deciso il nome a cui affidare il dicastero. Secondo alcune fonti, Meloni avrebbe preferito evitare l’interim ma sarebbe stata portata ad assumerlo dopo il colloquio con Mattarella. Dovrebbe tenerlo per poco tempo, dato che al presidente della Repubblica avrebbe prospettato qualche giorno di tempo per vagliare le candidature.

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