Un progetto di dieci brani che celebra i 60 anni dell’artista e la storia della Zeus Record.

Monica Sarnelli sceglie una data simbolica per raccontarsi ancora una volta attraverso la musica: il 9 maggio 2026, giorno del suo 60º compleanno, esce Duemilaventisei, il nuovo album di inediti prodotto e distribuito dalla storica etichetta partenopea Zeus Record. Un progetto che non rincorre le classifiche, ma la verità emotiva, la cura artigianale, la profondità delle storie.
Il disco, presentato allo Sciò Urban Lounge di Portici, arriva sulle piattaforme digitali e negli store con la forza di dieci brani che restituiscono l’identità più autentica dell’artista: nove inediti scritti appositamente per lei e una traccia recuperata dall’immenso catalogo Zeus, firmata da Gigi Finizio.
Un album costruito come un abbraccio: autori, musicisti, visione
Duemilaventisei nasce da una squadra che intreccia generazioni e sensibilità diverse. Accanto alle “firme storiche” come Vincenzo D’Agostino e Bruno Lanza, compaiono autori già noti – Marco Fasano, Pippo Seno, Antonio Brugnano, Gaetano Arienzo – e una nuova leva creativa che porta freschezza e visioni contemporanee: Felice Iovino, Giuseppe Russo (Moonacie’), Francesco De Rosa, Vincenzo Colursi (Luk), Antonio Carbone, Francesca Andreano (Fuliggine).
Gli arrangiamenti e la direzione musicale sono di Nino Danisi, che ha vestito ogni brano con un suono caldo, umano, suonato davvero, lontano da artifici e scorciatoie. In studio, musicisti di grande esperienza: Mariano Barba, Gaetano Diodato, Claudio Romano, Maurizio Fiordiliso, Sasà Piedepalumbo, Enzo Anastasio, Enrico Rispoli, Margherita Marinelli. Registrazione, mix e mastering portano la firma di Espedito e Ciro Barrucci.
La dedica: un disco che nasce dal dolore e dalla gratitudine
“Questo disco lo dedico a chi non c’è più… Il dolore della perdita ti insegna ad apprezzare quello che hai e a capire cosa va coltivato nella vita. Amo la musica: sono una donna fortunata”. La dedica di Monica Sarnelli racchiude il senso profondo del progetto: un lavoro che nasce da una ferita, ma che sceglie la luce.
La scelta controcorrente: niente singolo, solo sincerità
Sarnelli racconta la genesi del disco con parole che diventano manifesto: “In un periodo storico in cui molta musica è pensata in maniera artificiale, abbiamo deciso di realizzare canzoni che trasmettessero sincerità sia nella scrittura che nella realizzazione”. Una scelta radicale, che porta a non individuare un singolo di lancio: ogni brano ha la stessa dignità, la stessa forza narrativa. La visibilità arriverà “via via”, con comunicazioni dedicate a ciascuna traccia.
La conferenza stampa: emozioni, memoria e un’eredità che continua
Durante la presentazione, Monica Sarnelli ha condiviso un pensiero che ha commosso la platea: “Non ho mai inseguito il successo. Esaudisco i miei desideri quando entro nel cuore della gente. Mi emoziona essere un’interprete di storie, soprattutto accanto a musicisti straordinari”.
Ha poi rivolto un omaggio speciale alla figlia Francesca, in arte Fuliggine, autrice di uno dei brani: “Chi l’avrebbe detto che a 60 anni avrei cantato un pezzo di mia figlia? Ha ereditato la mia stessa passione e cammina spedita con i suoi progetti”.
Ciro Barrucci, per Zeus Record, ha ricordato un legame storico: “Siamo felici e onorati di questo lavoro. Anche per noi è una ricorrenza importante: spegniamo 60 candeline di storia. Una chicca? Proprio nei nostri studi Monica registrò per la prima volta la sigla di Un posto al sole”.
Momento toccante anche l’intervento di Melania D’Agostino, figlia del grande autore Vincenzo D’Agostino, recentemente scomparso: “Sono qui perché so che mio padre avrebbe fatto lo stesso. Diceva che non scriveva testi, ma cuciva una coperta sulla città, e Monica e il maestro Lanza erano pezzi di quella coperta”.
Un disco che è già racconto, memoria, identità
Duemilaventisei non è solo un album: è un atto di coerenza artistica, un ritorno alla musica suonata, un gesto d’amore verso Napoli e verso un pubblico che da trent’anni riconosce in Monica Sarnelli una voce capace di attraversare le generazioni.
Un progetto che non cerca il clamore, ma la verità. E che, proprio per questo, arriva dritto al cuore.

Monica Sarnelli è una bravissima cantante e una donna con un’ ottima capacità comunicativa, le sue canzoni precedenti sono molto belle e sentite sono sicura che anche questa volta, ha realizzato un capolavoro e io che sono di Napoli e napoletana verace, posso solo dire che, ne vale la pena di ascoltarla.