Cerimonia degli Oscar 2026. Come ogni anno c’è sempre molta attesa per l’assegnazione degli ambiti premi al Dolby Teather di Los Angeles. Quest’anno molti attori per impegni personali e per ragioni legate alla guerra, hanno disertato la manifestazione. Ma l’evento c’è stato ugualmente. Finalmente ce l’ha fatta Paul Thomas Anderson. Dopo numerose candidature al premio come migliore Regista, è riuscito a conquistare la statuetta. Con il suo “Una battaglia dopo l’altra”. Gli attori che vi hanno recitato, come Leonardo di Caprio, Sean Penn, Benicio del Toro, hanno ulteriormente impreziosito l’opera.
Papabile per la Vittoria
Rendendola papabile per la vittoria. I Film del Regista californiano sono sempre state opere di grande spessore. Con tematiche molto “tranchant”. “Boogie Nights” del 1997. Dove veniva raccontata, sullo sfondo dei magnifici anni 70, la storia di un Pornoattore. Ispirata al celebre John Holmes. “Magnolia”, del 1999, un grande affresco. Con una storia di personaggi in cerca di riscatto. Con Tom Cruise nella parte del motivatore. Che, a detta dei più, avrebbe meritato il premio come Migliore Attore Non Protagonista.
“Licorice Pizza”
Notevole anche “Licorice Pizza”, del 2021. Una commedia “on the road”. Ed un “coming of age” ambientata sempre in California. Dove due giovani si conoscono, si frequentano, si lasciano e si riprendono. Imparando a comprendere il loro percorso di crescita. Come individui. E come coppia. “Una Battaglia Dopo L’altra” è un film con tematiche politiche, come la Rivoluzione. E’ un film volutamente disordinato. Ma pieno di creatività. A detta di molti, non è stato il suo film più significativo. O impattante. Gli altri che ho citato, forse, lo sono stati maggiormente. Holliwood è già nota per aver attribuito Oscar al Miglior Attore, o Regista, per ruoli o film qualitativamente inferiori agli altri.
“The Renevant”
Mi viene in mente Leonardo Di Caprio, che, nel 2016, vinse con l’interpretazione di “The Renevant”. E che dire di Paul Newman. Per anni “dimenticato” dall’Academy. E poi insignito del Premio per il Migliore Attore nel 1987. Per “il Colore dei soldi”, di Martin Scorsese. Quasi un sequel de “Lo Spaccone”, da lui interpretato nel 1961. Con questo Film Il cineasta californiano ha fatto filotto. Portandosi a casa 6 statuette. E chiudendo un cerchio aperto nel 2002. Lui vantava già, nel suo curriculum, premi negli altri Festival Internazionali del Cinema.
Festival
Come: Cannes,Venezia, Berlino. Ora si gode la consacrazione definitiva. E’ pur vero che non sono solo i premi a definire la carriera di un Attore o Regista. Ma, come sostenne in passato la grande star del Basket, Michael Jordan, i titoli vinti contano. Ci aspettiamo da lui altri capolavori. Un uomo, un Regista, che ha ridefinito stili. Ed indagato, l’essere umano, in tutte le sue pellicole.
A cura di Pier Paolo Porta
