L’assessora Pasqualina Straface è intervenuta sulla riforma dell’Osservatorio, chiarendo natura, funzioni e nuove sfide educative e sociosanitarie.
Nel percorso di aggiornamento della legge regionale n. 2 del 2017, dedicata all’Osservatorio regionale dei minori, è intervenuta anche l’assessora alle Politiche sociali Pasqualina Straface. Il suo contributo ha offerto una lettura ampia e profondamente ancorata alle trasformazioni culturali e sociali che attraversano l’infanzia e l’adolescenza, collocando la riforma in un quadro di responsabilità istituzionale e di aggiornamento dei linguaggi.
Straface ha sottolineato come la modifica della legge rappresenti un passaggio necessario per allineare la normativa regionale alle nuove sensibilità educative e sociali. Nel suo intervento ha spiegato che «la proposta di modifica della legge numero 2 del 2017 va nella direzione di un aggiornamento normativo e culturale del linguaggio utilizzato nelle politiche per l’infanzia e l’adolescenza». Una riflessione che richiama la necessità di superare approcci datati e di adottare strumenti capaci di leggere la complessità dei fenomeni contemporanei.
Un Osservatorio come struttura tecnica e non come organo decisionale
L’assessora ha poi chiarito la natura dell’Osservatorio regionale dei minori, ribadendo che non può essere interpretato come un organo decisionale. Ha ricordato che “gli osservatori sono strumenti di raccolta dati e monitoraggio, ma non possono essere intesi come organi decisionali sottoposti a meccanismi di voto, bensì come strutture tecniche fondate su competenze professionali”. È una precisazione che restituisce il senso della riforma: rafforzare la capacità di analisi, non creare sovrastrutture o duplicazioni amministrative.
L’integrazione sociosanitaria e le nuove sfide educative
Straface ha richiamato anche il valore dell’inserimento dei pediatri all’interno dell’Osservatorio, definendolo un elemento decisivo per consolidare l’integrazione sociosanitaria. Ha evidenziato che “l’inserimento di pediatri rafforza l’integrazione sociosanitaria, soprattutto sul piano della prevenzione precoce”, collegando questo passaggio alle nuove sfide che riguardano i più giovani: povertà educativa, dipendenze digitali, disagio psicologico e vulnerabilità sociale. Temi che richiedono uno sguardo multidisciplinare e una capacità di intervento tempestiva.
Nel suo intervento, l’assessora ha inoltre richiamato il quadro nazionale, ricordando che il rafforzamento dell’Osservatorio si inserisce in un percorso coerente con le politiche statali e con le disposizioni del decreto Caivano, che ha posto un accento particolare sulla prevenzione e sulla tutela dei minori.
Le iniziative regionali già avviate e il ruolo dell’Osservatorio
Straface ha poi ricordato le iniziative già attive in Calabria, che rappresentano la base su cui l’Osservatorio regionale dei minori potrà innestare un lavoro di monitoraggio più solido. Ha citato il potenziamento dei centri per la famiglia, i programmi contro le dipendenze digitali, il sostegno alla genitorialità, i servizi dedicati ai primi mille giorni di vita e i bandi rivolti ai minori con disabilità. Un insieme di interventi che testimonia un impegno costante e che richiede strumenti di analisi capaci di misurarne l’impatto.
L’assessora ha concluso il suo intervento con una visione chiara del ruolo dell’Osservatorio: “L’Osservatorio rappresenta uno strumento essenziale per orientare la programmazione regionale”. Una frase che sintetizza la funzione strategica dell’organismo, chiamato a trasformare dati, analisi e monitoraggi in conoscenza utile per guidare le scelte politiche e amministrative.
Guardando al percorso che ha portato alla riforma dell’Osservatorio regionale dei minori, colpisce la convergenza tra visione politica e responsabilità tecnica. È un passaggio che restituisce il senso più autentico del lavoro istituzionale: aggiornare gli strumenti, rafforzare le competenze, leggere con lucidità i cambiamenti che attraversano l’infanzia e l’adolescenza. In questa direzione, il contributo dell’assessora Straface e quello della Consigliera e Segretario‑Questore Luciana De Francesco mostrano come la cura dei più giovani non sia mai un atto formale, ma un impegno che richiede ascolto, conoscenza e capacità di costruire politiche fondate su dati solidi e visioni lungimiranti.
L’Osservatorio, nella sua nuova configurazione, diventa così un luogo di responsabilità condivisa: uno spazio in cui la Regione sceglie di guardare ai bisogni dei minori con strumenti più moderni, più competenti, più capaci di anticipare fragilità e di sostenere percorsi di crescita. È un segnale importante, che parla di una Calabria che non rinuncia alla propria funzione educativa e che riconosce, nella tutela dell’infanzia, una delle sue priorità più alte.
