Osservatorio regionale per i minori al centro delle valutazioni della Consigliera Filomena Greco, che richiama l’attenzione su operatività, risorse e criteri di funzionamento.
Nel confronto sulla riforma dell’Osservatorio regionale per i minori, la Consigliera regionale Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva) ha espresso una posizione improntata alla cautela istituzionale e alla necessità di garantire strumenti realmente operativi. Il suo intervento ha riportato l’attenzione sul divario tra la previsione normativa e la concreta attuazione delle strutture dedicate alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.
Greco ha ricordato che l’Osservatorio regionale, istituito nel 2017, non è mai stato reso operativo, nonostante la crescente complessità delle problematiche giovanili. Ha affermato che “considerati gli osservatori strumenti rilevanti, perché dovrebbero aiutare le istituzioni a comprendere e monitorare i fenomeni sociali, raccogliere dati, individuare criticità e orientare gli enti territoriali, l’Osservatorio regionale è stato istituito nel 2017, ma non è mai stato operativo, nonostante l’importanza delle problematiche giovanili nella fase storica attuale”. Una constatazione che richiama la necessità di garantire continuità e funzionalità agli strumenti già previsti dall’ordinamento.
Le criticità individuate nella proposta di modifica
La Consigliera ha osservato che la proposta di legge interviene principalmente sul cambio di denominazione e sull’inserimento di due pediatri, senza affrontare il tema della copertura economica e dell’effettiva operatività dell’Osservatorio. Ha dichiarato che “la proposta in esame, di fatto, prevede il cambio del nome e l’inserimento di ulteriori due figure (due pediatri)” e ha aggiunto che “rimane l’impossibilità di renderlo efficace a causa del mancato finanziamento”. Una posizione che evidenzia la necessità di dotare l’Osservatorio di risorse adeguate affinché possa svolgere le funzioni previste.
Greco ha inoltre richiamato l’attenzione sulla disciplina relativa alla validità delle sedute e all’assunzione delle decisioni, osservando che “non è prevista una maggioranza per l’assunzione di decisioni” e che ciò potrebbe consentire l’adozione di atti anche con una presenza minima dei componenti. Ha annunciato la presentazione di emendamenti a sua firma, affermando che “pur ritenendo impossibile negare l’importanza degli osservatori quali strumenti importanti per lo studio dei dati, è giunto il momento di dimostrare concretezza attraverso la previsione di strumenti ad hoc”.
Una riflessione personale
Le osservazioni della Consigliera Greco si collocano in un quadro istituzionale complesso. La riforma dell’Osservatorio regionale per i minori rappresenta un passaggio utile, ma non conclusivo. Il dibattito mostra la necessità di un equilibrio tra aggiornamento normativo e reale capacità operativa. Solo strumenti funzionanti possono contribuire alla lettura dei fenomeni sociali e all’orientamento delle politiche pubbliche. Il confronto tra posizioni diverse non indebolisce il percorso legislativo. Al contrario, amplia la prospettiva e richiama l’attenzione sulla verifica concreta dei risultati. È un approccio che mantiene la distanza analitica necessaria e valorizza un metodo fondato su rigore, continuità e responsabilità.
