Rosario Jermano. Napoli ha prodotto diversi musicisti di respiro internazionale. Oltre alla Super Band di Pino Daniele, anche gli architravi di Napoli Centrale e degli Osanna. Musicisti come Rino Zurzolo e Joe Amoruso. O anche Ernesto Vitolo senza dimenticare i più grandi Tony Esposito e Tullio De Piscopo. C’è qualcuno che ha scritto pagine di storia. Suonato con i più grandi. Da Renato Zero a Carosone, De Andrè, Ramazzotti, Vanoni, Paoli, Sting, Mannoia. Iniziando nel 71 con la “Batracomiomachia”. Con Rino Zurzolo, Enzo Avitabile e Pino Daniele.
Rosario Jermano
Stiamo parlando di Rosario Jermano. Da “Terra mia” ai giorni nostri. Con Zucchero addirittura ho un ricordo personale del 1986°. Fondi, all’Holiday camp. Adelmo arrivò in ritardo (lo presentavo io) ed i musicisti erano già da un bel po’ in sound check. Rosario Jermano, l’incantatore di serpenti, che con le sue percussioni ha accompagnato ed incantato il mondo, fece di tutto per intrattenere il pubblico impaziente. Lo scorso anno, in dicembre, ha prodotto e realizzato il primo album da solista. Con testi da rapper consumato, dal titolo “Voglio Napule e na vota”.
71 anni
Arrivato a 71 anni, con una carriera luminosa. Una svolta magari tardiva. Ma gradevole. Volta a recuperare i valori della città dalla quale, causa attività continua lontano da essa, ha un pochino trascurato. Quali la pizza, il mandolino, San Gennaro. Ed ogni genere di stereotipo. Che però sono parte integrante del tessuto sociale della città. Una svolta identitaria. Che dà l’esatto valore del Rosario sornione e compagnone che conosciamo. Un ricordo legato al 2013 “Tutta n’Ata Storia”, Palapartenope, Fuorigrotta. Eravamo dietro le quinte, al seguito di Tony Cercola.
Tony Cercola
Quando lui, vedendolo passare, gli disse, scherzosamente, di non atteggiarsi. Con l’ufficio stampa al seguito. Rosario Jermano dovrebbe essere un esempio per tanti giovani. Che vorrebbero iniziare la carriera di musicista. Carpendone segreti e aneddoti. L’ultima volta che lo abbiamo seguito, era con Serena Brancale, in piazza del Plebiscito (Pino è). E restammo basiti. Nel non sentir nominare coloro che avevano collaborato al brano. Che lei stava interpretando. I grandi restano grandi sempre finché qualcuno ricorderà che, senza il loro supporto, una nota non sarebbe stata la stessa. Che un tour non avrebbe avuto lo stesso successo. Perché una presenza è anche un collante tra musicisti. E senza non sarebbe la stessa cosa.
l’umiltà
L’umiltà di Rosario viene percepita in ogni frase, che accenna sui social. E, questa particolarità, lo fa ancora più grande. Per questo, alla fine, potrai anche stare lontano dalle sue storie. Dal suo background. Ma proprio non puoi fare a meno di volergli bene. E di apprezzare prima l’uomo, poi il musicista. Rosario volerà ancora alto. La storia ha ancora bisogno di lui. Per lunghissimi anni a venire. Chi ci sta, ci sta. Chi non ci sarà, “amici come prima”, diceva Pino Daniele. Si va avanti ugualualmente. Sperimentando e costruendo come fatto una vita intera.



A cura di Ciro Tumolillo
