Fonte immagine: Mangialibri
Sigfrido Ranucci è un giornalista televisivo di RaiTre, conduttore di Report. Il 16 Ottobre scorso ha subito un attentato dinamitardo presso la sua abitazione di Pomezia. La deflagrazione distrusse due sue due autovetture parcheggiate davanti casa danneggiando il muro perimetrale. Le modalità dell’attentato e i primi esiti delle indagini fanno presumere ad attività legate alla criminalità organizzata.
Sigfrido Ranucci, quattro arresti nelle province di Napoli e Avellino
Nelle prime ore della mattina, nelle province di Napoli e Avellino, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma, coadiuvati dai militari dei Comandi Provinciali competenti per territorio, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale. Tre persone sono state condotte in carcere e una agli arresti domiciliari. Il gip di Roma infatti ha emesso, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, tale ordinanza nei confronti di 4 indagati, a vario titolo, per detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento. Tali reati sono aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
Indagini complesse
L’attività investigativa è stata particolarmente complessa e ha richiesto l’esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Ha preso in esame rilievi tecnico scientifici e tutti i tabulati telefonici della vasta cella interessata, consentendo di ricostruire in modo minuzioso le fasi preparatorie, esecutive e successive dell’azione criminosa. L’attentato contro Sigfrido Ranucci sarebbe stato eseguito su incarico di un mandante non ancora identificato. Il commando avrebbe agito su specifico mandato di terze persone, allo stato non identificate, come “favore” e dietro compenso economico. I mandanti hanno operato per garantire supporto per tutelare i presunti esecutori, fornendo fondi, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e pianificando una loro eventuale fuga all’estero. Gli indagati hanno tentato in più occasioni di ostacolare le indagini effettuando bonifiche per cercare microspie. Hanno distrutto schede Sim e concordato linee difensive omertose per dissimulare il loro coinvolgimento e coprire i mandanti.
Le parole di Ranucci
“Sapevo che sarebbe avvenuto qualcosa, ma ovviamente le indagini non hanno fatto trapelare nulla. Adesso aspettiamo gli sviluppi. Ho voluto ringraziare personalmente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il dottor Carlo Villani: mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola. Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e capire se ci sono altri livelli”. Così il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ad “Agorà Estate”. “Da quello che ho capito, c’è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le SIM”, ha detto Ranucci. “Vedremo cosa accadrà ancora”.
Ha concluso il giornalista

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