L’evento promosso da Denis Nesci riunisce scienza e istituzioni. Presente anche l’on. Luciana De Francesco.
Sindrome di Brugada – È questo il tema al centro dell’incontro promosso dall’eurodeputato Denis Nesci, in programma martedì 9 giugno alle ore 17:00 presso la Sala Spaak 1C51 del Parlamento Europeo. L’iniziativa, dal titolo “Cuori di giovani, vite da proteggere: la sfida della sindrome di Brugada in Italia”, nasce con l’obiettivo di riportare al centro dell’agenda europea la prevenzione delle malattie cardiovascolari genetiche, e in particolare di una patologia che può colpire soggetti giovani e apparentemente sani, causando morte improvvisa.
Scienza e istituzioni insieme per la prevenzione
Nel corso dell’evento, Nesci ha evidenziato la necessità di definire percorsi di screening e prevenzione più efficaci e accessibili, unendo il contributo della scienza e quello delle istituzioni politiche per costruire strategie condivise a livello europeo. Il dibattito sarà guidato dallo stesso eurodeputato e vedrà la partecipazione di esperti di rilievo internazionale, come il Prof. Sandro Gelsomino della Maastricht University e il Dott. Carmelo Massimiliano Rao, direttore dell’UOC Cardiologia di Polistena.
Accanto alla componente scientifica, sono previsti interventi istituzionali di Angelo Brutto, presidente della Commissione Sanità della Regione Calabria, e dell’onorevole Luciana De Francesco, Segretario‑Questore e Consigliera regionale, membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria. La presenza della De Francesco assume un valore particolare: il suo intervento offrirà una prospettiva territoriale e istituzionale sul tema della prevenzione, richiamando l’importanza di una sinergia tra ricerca, sanità regionale e politiche europee.
Verso nuove linee guida europee
Insieme alle europarlamentari Maria Teresa Vivaldini ed Elena Donazzan, il confronto si propone di delineare nuove linee guida e modelli di intervento applicabili su scala comunitaria, per tutelare la salute dei cittadini e promuovere una cultura della prevenzione.
L’appuntamento di Bruxelles rappresenta dunque un momento di dialogo concreto tra scienza e istituzioni e, al tempo stesso, un’occasione per valorizzare il contributo che la Calabria porta in Europa. In questo modo, la regione offre la propria voce e competenza attraverso figure che operano quotidianamente per la tutela della vita e della salute, rafforzando così il legame tra ricerca, prevenzione e responsabilità pubblica.

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