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La doppia scossa 7.2 e 7.5 devasta il Paese: vittime, dispersi e aiuti internazionali.
(A cura di Francesco Montanino)
Il Terremoto in Venezuela ha assunto, nel giro di poche ore, i contorni di una tragedia nazionale. Due scosse violentissime, a distanza di appena quaranta secondi, hanno colpito il Paese attorno alle 18 di ieri (mezzanotte in Italia), provocando crolli, vittime e un numero ancora imprecisato di dispersi.
La prima scossa, di magnitudo 7.2, ha colpito il Paese e, dopo appena pochi secondi, un devastante 7.5 ha travolto intere comunità e ha compromesso in modo grave le principali vie di comunicazione.
Un sisma senza precedenti nella storia recente del Venezuela
L’epicentro è stato localizzato circa 170 chilometri a nord‑ovest di Caracas, che ha avvertito in modo significativo entrambe le scosse. Si tratta del movimento tellurico più forte registrato negli ultimi 126 anni: l’ultimo evento paragonabile risale al 1900, quando un terremoto di magnitudo 7.7 colpì la regione.
Secondo i geologi, la causa è da ricercare in una faglia trascorrente tra la placca caraibica e quella sudamericana, un’area ad alta complessità geodinamica. La profondità superficiale del sisma — tra i 10 e i 13 chilometri — ha amplificato gli effetti distruttivi, rendendo l’“earthquake doublet” percepibile anche in Colombia e Perù.
Il bilancio provvisorio e la corsa contro il tempo
Il quadro che emerge è drammatico: 188 vittime accertate, oltre 1.500 feriti e quasi 40.000 persone ancora irreperibili, un dato che potrà ridursi con il ripristino delle comunicazioni nelle zone più isolate. Migliaia di cittadini hanno trascorso la notte all’aperto, temendo nuove scosse e in attesa di indicazioni dalle autorità.
I soccorritori continuano a scavare senza sosta tra le macerie, mentre la macchina dei soccorsi internazionali si è già attivata. Francia, Italia e Stati Uniti hanno annunciato aiuti economici e logistici per sostenere un Paese che oggi affronta una delle prove più difficili della sua storia recente.
Prevenzione e memoria: una lezione che riguarda tutti
Il terremoto del Venezuela riporta al centro il tema della prevenzione sismica. I terremoti, allo stato attuale delle conoscenze, non possono essere previsti. Ma possono essere mitigati attraverso norme, cultura della sicurezza e sistemi di protezione civile efficaci. In Italia, la tragedia dell’Irpinia del 1980 segnò una svolta decisiva nella costruzione dell’attuale sistema nazionale di Protezione Civile: un esempio di come il dolore possa trasformarsi in responsabilità collettiva.
Il Terremoto in Venezuela ha cambiato in pochi secondi la vita di centinaia di migliaia di persone. Il bilancio è destinato ad aggravarsi, ma sarà soprattutto il tempo a misurare la portata di una ferita profonda, che richiederà solidarietà internazionale, ricostruzione e un impegno costante per restituire speranza a un Paese piegato ma non sconfitto.
