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La capogruppo M5S commenta l’apertura del cantiere e richiama il diritto alla mobilità negato ai cittadini per oltre un anno.
La ricostruzione del Viadotto Ortiano rappresenta un passaggio atteso e simbolico per un territorio che, dal crollo del maggio 2023, ha vissuto mesi di disagi e rallentamenti. L’apertura del cantiere segna l’inizio di una fase nuova, che restituisce finalmente una prospettiva concreta a una comunità che non ha mai smesso di rivendicare il proprio diritto alla mobilità.
A sottolinearlo è la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, che definisce l’avvio dei lavori
un momento atteso, frutto di sollecitazioni continue e di un impegno costante affinché la vicenda non venisse relegata ai margini dell’agenda politica.
Per la consigliera, la storia del viadotto è anche la storia di cittadini che non si sono arresi all’isolamento, che hanno continuato a chiedere ascolto mentre i ritardi pesavano sulla loro quotidianità.
Il ruolo delle istituzioni e l’impegno a vigilare sui tempi di realizzazione
Scutellà ricorda come, sin dal primo momento, il Movimento 5 Stelle abbia raccolto le istanze del territorio, partecipato agli incontri e mantenuto alta l’attenzione su un’opera considerata vitale per la mobilità e lo sviluppo dell’area.
Troppo a lungo – afferma – ai cittadini è stato negato un diritto sacrosanto, sostituito da rassicurazioni che non trovavano riscontro nei fatti.
Ora che il cantiere è operativo, la capogruppo annuncia un impegno di vigilanza costante affinché gli impegni assunti vengano rispettati e i tempi di realizzazione non subiscano ulteriori slittamenti. Un impegno che si estende anche alla Commissione Trasporti, dove Scutellà ribadisce la necessità di una visione organica per lo sviluppo delle aree interne.
Una strategia più ampia: SS 177 Sila‑Mare e collegamenti con le zone costiere
Nel quadro più ampio delle infrastrutture regionali, la messa in sicurezza e il potenziamento della SS 177 Sila‑Mare diventano elementi centrali, insieme al rafforzamento dei collegamenti con le zone costiere. L’obiettivo è chiaro: trasformare infrastrutture fragili in reti moderne, capaci di ridurre le distanze e non di ampliarle, restituendo ai cittadini una mobilità dignitosa e funzionale.
La ricostruzione del Viadotto Ortiano non è soltanto un’opera pubblica: è un simbolo di riscatto per un territorio che chiede di essere messo nelle condizioni di crescere, muoversi e vivere senza ostacoli. Un territorio che oggi vede finalmente un cantiere aperto, ma che continuerà a pretendere risposte concrete e durature.
