Al Teatro San Francesco di Paola, il 23 ottobre, amici, autori e artisti si sono ritrovati per ricordare Vera Ambra. Tra letture, testimonianze e musica, annunciato un concorso letterario in collaborazione con Gae Editore, con proclamazione prevista il 21 marzo 2027 a Catania.
A cura di Valentina Giua

Ci sono persone capaci di mettere in relazione mondi diversi, di far incontrare voci, sensibilità e percorsi che, senza di loro, forse non si sarebbero mai incrociati. Vera Ambra era una di queste persone.
Venerdì 23 ottobre, al Teatro San Francesco di Paola di Catania, amici, autori e artisti si sono ritrovati per ricordarla attraverso ciò che ancora li lega a lei: la poesia, i libri, le esperienze condivise e quell’affetto che continua a riconoscersi negli sguardi di chi ha avuto la fortuna di conoscerla.
La serata non è stata soltanto un omaggio alla sua memoria. È stata anche l’occasione per ritrovarsi, ascoltarsi e dare continuità a un patrimonio di relazioni culturali e umane che Vera ha contribuito a costruire nel tempo.
Le parole di Vera, ancora tra noi
A condurre l’incontro sono stati Valentina Giua e Dario Miele, che hanno accompagnato il pubblico attraverso le diverse voci della serata, condividendo anche alcuni ricordi personali legati a Vera.
Le letture hanno rappresentato il cuore dell’appuntamento. I presenti hanno dato voce a testi poetici, pagine di romanzi e brani tratti da Io sono Catania, l’ultimo libro di Vera Ambra. Scritti diversi, restituiti attraverso interpretazioni personali, che hanno permesso di ritrovare sfumature della sua scrittura e del suo rapporto con la città.
Ogni intervento ha portato con sé una memoria, un legame, un frammento di una storia condivisa. Non soltanto parole da leggere, ma parole che appartengono a persone che, in modi differenti, hanno incrociato il cammino di Vera.
Le testimonianze degli amici e le collaborazioni condivise
Particolarmente sentiti gli interventi di Danilo Caccamese, uno dei primissimi autori di Akkuaria e presidente dell’associazione culturale Greenstone, e di Antonio Castorina, carissimo amico di Vera e già presidente del Centro Studi Acitrezza.
Castorina ha ricordato le innumerevoli iniziative e collaborazioni realizzate insieme a Vera Ambra, ripercorrendo un percorso fatto di incontri, progetti e occasioni di condivisione culturale. Le loro testimonianze hanno restituito il valore di legami che non si esauriscono nel ricordo di una persona, ma continuano a vivere nelle esperienze che ha saputo lasciare agli altri.
Sono intervenuti inoltre Carla Verga, Arianna Praino, Lina Maria Ugolini, Salvatore Barbagallo, Natalia Romania, Gaetano Strano, Massimiliano Aci, Giulia D’Anca, Melina Pappalardo, padre Chisari, Alfredo Sorbello, Santo Privitera, Rossana Quattrocchi e Martina Luvarà.
Ognuno ha contribuito alla serata attraverso letture, testimonianze e ricordi, componendo un racconto corale nel quale la figura di Vera è emersa attraverso le molteplici relazioni che aveva saputo coltivare.
La musica dei Colapisci e il momento dedicato alle brogne
La poesia ha incontrato la musica grazie ai Colapisci, che hanno accompagnato la serata con le loro esecuzioni. Alcuni brani sono stati arricchiti dalla voce di Melina Pappalardo, creando un dialogo tra suono e parola.
Un momento particolare è stato dedicato ai suonatori di brogne, con Giovanni Grasso, Santo Privitera e Maria Grazia Di Stefano.
La loro presenza ha dato spazio a una tradizione musicale legata al territorio, inserendola nel percorso di una serata in cui letteratura, musica e memoria si sono incontrate senza perdere la propria identità.
Un concorso letterario per Vera Ambra: un progetto che guarda al futuro
Tra i momenti più intensi della serata, l’annuncio di un progetto nato dal desiderio di Valentina Giua e Dario Miele di dedicare a Vera Ambra qualcosa che potesse continuare a parlare di lei attraverso ciò che più amava: la parola, la scrittura, la possibilità di incontrarsi attraverso la letteratura.
È da questa volontà che prende forma il concorso letterario dedicato alla sua memoria, ideato da Valentina Giua e Dario Miele in collaborazione con GaEditori.
Un’iniziativa che non vuole limitarsi a ricordare Vera, ma raccogliere idealmente il testimone di quella capacità di creare legami, far incontrare sensibilità diverse e riconoscere nella cultura uno spazio di condivisione.
Durante la serata, l’annuncio ha suscitato una particolare emozione. Non si trattava soltanto di presentare una nuova iniziativa editoriale, ma di dare un primo volto a un progetto nel quale il ricordo personale si intreccia con una responsabilità culturale concreta: custodire la memoria di Vera Ambra e, al tempo stesso, aprire nuove possibilità alla poesia e alla scrittura.
Saranno Valentina Giua e Dario Miele a occuparsi dell’organizzazione del concorso e delle delicate fasi che accompagneranno il percorso delle opere selezionate. Un lavoro che richiederà attenzione, sensibilità e rispetto per ogni voce: dalla selezione dei testi all’editing, fino alla cura dell’antologia che raccoglierà gli elaborati scelti. Un percorso nel quale ogni passaggio avrà il compito di preservare l’identità degli autori e la singolarità delle loro parole, accompagnandole verso una nuova forma editoriale.
Fondamentale sarà il contributo di GaEditori, con Antonello La Piana alla presidenza della giuria, che sosterrà il progetto occupandosi della fase di pubblicazione dell’antologia prevista per il 2027. Una collaborazione che unisce competenze editoriali e sensibilità letteraria, affinché le opere selezionate possano trovare una forma compiuta e raggiungere i lettori.
La giuria sarà composta da Antonello La Piana, presidente, Valentina Giua e Dario Miele, che seguiranno anche l’editing e la cura dell’antologia, Angelica Tosoni, poetessa milanese, Liliana Nigro, docente di Storia del Costume per lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Catania, Natalia Romania, giornalista, e Massimiliano Aci, poeta.
Il bando completo sarà pubblicato a breve. Intanto, durante la serata, sono state anticipate le prime indicazioni per partecipare: sarà possibile concorrere con un massimo di tre poesie inedite, ciascuna non superiore a 30 versi, oppure con una prosa poetica inedita di massimo 1.500 battute.
La proclamazione è prevista per il 21 marzo 2027 a Catania, in occasione della Giornata mondiale della poesia. La sede sarà comunicata successivamente.
L’antologia nascerà così dall’incontro di tante voci, ciascuna portatrice di una propria storia e di un proprio modo di abitare le parole. Ed è forse proprio questo l’aspetto più significativo del progetto: fare in modo che il nome di Vera Ambra possa continuare a essere pronunciato non soltanto nel ricordo, ma attraverso nuove pagine, nuovi autori e nuove occasioni di incontro.
Perché alcune eredità non si custodiscono lasciandole immobili. Si custodiscono prendendosene cura, continuando a farle vivere e mettendole in relazione con ciò che ancora deve nascere.pazio alla scrittura e a nuove voci, mantenendo vivo il legame con la figura e l’eredità culturale di Vera Ambra.
Vera Ambra e la capacità di unire anime affini
Ciò che è rimasto, al termine della serata, non è soltanto il ricordo di un incontro, ma la percezione di una comunità che continua a riconoscersi attraverso ciò che ha condiviso.
Vera Ambra ha saputo unire anime affini. Il 23 ottobre, negli sguardi reciproci dei presenti, è stato possibile riconoscere la stessa bontà e lo stesso affetto che avevano dato forma a tanti rapporti personali e culturali.
Valentina Giua e Dario Miele hanno ricordato momenti speciali vissuti con Vera, mentre gli interventi degli amici hanno restituito una figura capace di lasciare tracce differenti in ciascuno, senza perdere quella capacità di mettere le persone in relazione.
La serata ha mostrato come il ricordo possa tradursi anche in nuove occasioni di incontro e di lavoro comune. Il concorso letterario in collaborazione con GaEditori ne rappresenta una testimonianza concreta: un progetto che guarda al futuro attraverso la poesia e la scrittura.
Le emozioni del 23 ottobre continueranno così a tessere collaborazioni, arte, cultura, poesia e storia. Non per fermare il tempo, ma per dare continuità a ciò che Vera Ambra ha saputo costruire insieme agli altri.
a cura di Valentina Giua | GBT Magazine | Redazione Sicilia
