Fonte foto: on. Vittoria Baldino
La Vicepresidente M5S critica il Governo e chiede misure reali contro i rincari.
La Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, ha lanciato un nuovo allarme sul peso crescente del caro vita per le famiglie italiane, intervenendo durante la trasmissione Tagadà su La7. Secondo i dati citati dalla CNA, gli italiani avrebbero già pagato 12 miliardi di euro in più tra carburanti e bollette, mentre le compagnie energetiche avrebbero accumulato 80 miliardi di extraprofitti negli ultimi anni. Un divario che, per Baldino, racconta una realtà ormai insostenibile.
Il paradosso dei rincari: lavorare per pagarsi il tragitto verso il lavoro
Nel suo intervento, Baldino ha descritto una situazione paradossale: “Ci sono persone che ormai vanno a lavorare per pagarsi la benzina che serve per andare a lavorare”. Una fotografia che sintetizza l’impatto del caro carburanti sulle famiglie, aggravato – secondo la Vicepresidente M5S – da interventi governativi giudicati insufficienti. Il riferimento è al nuovo decreto sulle accise, definito da Baldino “il settimo decretino che riduce di qualche centesimo le accise sui carburanti”, le stesse accise che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva promesso di abolire.
Scuola, spesa, bollette, mutui: una ripartenza segnata dagli aumenti
Con la riapertura delle scuole, le famiglie si trovano a fronteggiare una serie di rincari che colpiscono beni e servizi essenziali: libri e materiale scolastico, spesa alimentare, bollette, carburanti, mutui appesantiti dall’aumento dei tassi di interesse. Per Baldino, il Governo non avrebbe ancora compreso “quanto costa oggi mandare avanti una famiglia”, continuando a proporre misure che non incidono realmente sul problema.
La richiesta: usare gli extraprofitti per affrontare il caro energia
La Vicepresidente M5S ha ribadito la necessità di interventi strutturali, indicando una strada precisa: “Servono misure vere sul caro energia, serve andare a prendere le risorse dagli extraprofitti di chi in questi anni ha guadagnato miliardi sulla crisi energetica”. Una posizione che si inserisce nel dibattito nazionale sulla redistribuzione degli utili eccezionali maturati dalle grandi compagnie energetiche durante la crisi.
