Fonte foto: on. Vittoria Baldino
La Vicepresidente M5S accusa il Governo di fare propaganda mentre le scuole affrontano carenze strutturali e investimenti insufficienti.
La Vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino interviene con forza sul dibattito politico legato alla scuola pubblica, criticando l’approccio comunicativo del Governo e della Presidente del Consiglio. Ospite della trasmissione Omnibus su La7, Baldino denuncia una strategia che, a suo giudizio, utilizza la scuola come terreno di scontro ideologico invece di affrontare le criticità reali che studenti, famiglie e docenti vivono ogni giorno.
Le criticità della scuola pubblica
Baldino ricorda che molte scuole italiane soffrono problemi strutturali ormai cronici: mancano materiali essenziali, come la carta igienica, e spesso sono i genitori a dover fornire le risme di carta per le attività quotidiane. L’avvio dell’anno scolastico ha mostrato ancora una volta le difficoltà degli edifici, con classi roventi per l’assenza di climatizzazione e, al contrario, aule fredde durante l’inverno per impianti di riscaldamento non funzionanti.
Investimenti insufficienti
Secondo Baldino, l’Italia continua a investire nell’istruzione molto meno della media europea: il 4% del PIL e l’8% della spesa pubblica complessiva. Numeri che, per la dirigente M5S, dimostrano una mancanza di priorità politica verso un settore decisivo per il futuro del Paese.
Il tetto del 30% e la visione della scuola
La Vicepresidente M5S critica anche la proposta del Governo sul tetto del 30% di alunni stranieri per classe, ricordando che una circolare già prevede questo limite. Per Baldino, il punto non è la norma, ma l’uso politico del tema: “Meloni usa la scuola per dividere”, afferma, contrapponendo alla linea del Governo la proposta del Movimento 5 Stelle sullo ius scholae, considerato uno strumento di integrazione e crescita civile.
Il confronto, sottolinea Baldino, riguarda due idee diverse di scuola: una che alimenta contrapposizioni e una che punta a includere, valorizzare e costruire comunità. “Anch’io ho figli nella scuola pubblica”, ricorda, ribadendo che la discussione dovrebbe concentrarsi sulle condizioni degli istituti e sulle risorse necessarie, non su battaglie ideologiche.
