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La notizia della cattura di Nicolás Maduro ha scosso il Venezuela e, non solo, anche la comunità internazionale, come poche altre volte negli ultimi decenni. Al di là dei chiarimenti definitivi che dovranno essere forniti sull’intera vicenda, in particolare relativamente alla dinamica della vicenda, ciò che ad oggi appare importante, è interpretare il corretto significato politico e simbolico di quanto sta emergendo: un possibile punto di rottura nella lunga crisi venezuelana e un segnale forte nelle relazioni di potere globali. Trump con questa azione militare, inserita in un contesto geopolitico già molto delicato con più conflitti coevi, ha segnato un altro crocevia delicato capace di produrre ulteriori divisioni su larga scala mondiale.
Maduro al centro di una svolta storica
Nicolás Maduro è da anni una figura divisiva e contraddittoria sulla scena internazionale oltre che nel suo Paese. Per chi lo ha sempre sostenuto rappresenta la continuità del progetto chavista e della sovranità nazionale contro ogni oppressione e possibilità di intromissione esterna. Tuttavia, per i suoi detrattori, è pur sempre il simbolo di un sistema autoritario, accusato di aver portato il Paese al collasso economico, sociale ed istituzionale. Quella di Maduro era una politica di divisione e spesso di soppressione che probabilmente aveva messo in una condizione di non sopportabilità il suo popolo. La notizia della sua cattura – o della sua possibile rimozione forzata dal potere – segna comunque la fine di un’importante fase storica. Per la prima volta, il leader venezuelano appare vulnerabile all’interno di un contesto internazionale sempre più aggressivo e polarizzato, estraendo a sistemi di garanzia desueti e deboli.
Maduro ed il ruolo degli Stati Uniti
Qualunque possa essere il decorso storico della vicenda, il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti riporta alla memoria una lunga storia di interventi statunitensi in America Latina. La figura di Maduro si inserisce così in un contesto narrativo più ampio, che va oltre il Venezuela, e tocca il delicato equilibrio tra sovranità nazionale e ingerenza esterna. Il ruolo attivo di Washington porta con sé un messaggio chiaro quindi: gli Stati Uniti sono disposti a superare la diplomazia tradizionale quando considerano un governo una minaccia strategica, politica o simbolica. Una linea che, inevitabilmente, apre interrogativi sul rispetto del diritto internazionale. È evidente che la politica di Trump prescinde dai tempi e dalla burocrazia di organismi che in teoria sarebbero delegati all’uopo.
Maduro come simbolo della crisi venezuelana
Indipendentemente dal giudizio politico, Maduro è diventato il volto ed il simbolo della crisi economica e sociale venezuelana: inflazione fuori controllo, migrazioni di massa, isolamento diplomatico e tensioni sociali profonde. La sua eventuale uscita di scena non risolve automaticamente questi problemi, ma cambia radicalmente il quadro. La sua uscita di scena, accolta con gioia dalla gran parte della popolazione, rappresenta la fine di un modo di fare politica da sempre opposto alla democrazia ed ai principi politici e sociali americani. Molti analisti sottolineano che il vero nodo non è solo Maduro come individuo, ma l’intero sistema di potere costruito negli ultimi vent’anni. Tuttavia senza una transizione politica condivisa, il rischio è che la fine di Maduro apra una fase di instabilità ancora più profonda.
Maduro e le reazioni internazionali
Le reazioni globali alla notizia riflettono un mondo diviso. Alcuni governi vedono nella caduta di Maduro un’opportunità per un ritorno alla democrazia in Venezuela; altri parlano apertamente di violazione della sovranità e di un precedente pericoloso. Russia, Cina e diversi Paesi dell’America Latina osservano con preoccupazione l’evolversi della situazione, temendo che il caso Maduro possa diventare un modello replicabile altrove. Il tema non è solo il Venezuela, ma l’equilibrio globale tra potenze e il rispetto delle regole multilaterali. Il tema nel caso specifico é capire se certe cautele e regolamentazioni possono essere bypassate in presenza di sistemi politici dittatoriali e pericolosi, e, soprattutto, chi può attribuirsi autonomamente un simile potere decisionale, senza necessariamente passare presso organismi internazionali che rappresentano i maggiori Stati europei e non. Ora cosa potrebbe accadere ?
Il futuro del Venezuela
La domanda più importante ora è cosa accadrà dopo Maduro. Chi governerà il Paese? Con quale legittimità? E soprattutto, con quale capacità di rispondere alle aspettative di una popolazione già stremata prima della sua destituzione? Senza un progetto politico inclusivo e senza il sostegno – o almeno il riconoscimento – della comunità internazionale, il rischio è che il Venezuela passi da una crisi cronica a una fase di caos aperto e totalizzante. La fine di Maduro, sebbene accolta positivamente da molti, potrebbe dare vita ad un lungo periodo di instabilità economica e politica, all’interno del quale possono trovare spazio fenomeni sociali e politici forse addirittura più pericolosi.
La vicenda Maduro: uno spartiacque globale
Quanto accaduto a Maduro ed al Venezuela non può riguardare solo un fenomeno locale e delimitato al Venezuela, bensì, un fenomeno politico e sociale internazionale, ossia può avere ripercussioni sul modo in cui il potere viene esercitato nel mondo di oggi. La vicenda Maduro ha quindi mostrato tutte le crepe e le fragilità di un ordinamento internazionale mai in grado di prendere decisioni condivise e pronte, lasciando di fatto spazio a dubbi e perplessità, a situazioni illegittime o, quantomeno non rispettose delle regole internazionali. Caos ed una forte sensazione di debolezza e fragilità colpiscono oggi il mondo, un mondo sempre più allo sbando e senza una linea condivisa. Guerre, conflitti ed interessi economici mettono a dura prova l’umanità.
