Immagine creata con IA
La Spagna ieri si è laureata Campione del Mondo di calcio per la seconda volta. Le Furie Rosse avevano partecipato al Mondiale statunitense da Campioni d’Europa in carica.
Spagna, De La Fuente, un ct chioccia per questi campioni
La Nazionale spagnola offre, anche a chi non vede i Mondiali da 20 anni, un modello progettuale di successo. Il tecnico spagnolo, criticato all’inizio poichè perfetto sconosciuto, ha guidato questi calciatori in Nazionale lengo tutta la trafila: dalle giovanili alla Nazionale maggiore. Con lui la Spagna ha vinto praticamente tutto ciò che c’era da vincere. Su “Undici” leggiamo: “Per capire il Mondiale vinto dalla Spagna bisogna tornare indietro di qualche anno, quando De la Fuente non era ancora il ct della Roja ma il responsabile di una delle operazioni più interessanti del calcio europeo: accompagnare un’intera generazione attraverso tutte le categorie della Nazionale. La Spagna campione del mondo è infatti una squadra costruita nel tempo, senza rivoluzioni, senza cambi di paradigma improvvisi. Nella nazionale olimpica che ha conquistato la medaglia d’argento a Tokyo nel 2021 c’erano già sette dei giocatori che oggi sono campioni del mondo: Unai Simón, Marc Cucurella, Martín Zubimendi, Mikel Merino, Mikel Oyarzabal, Pedri e Dani Olmo. Se si allarga ulteriormente lo sguardo, il filo diventa ancora più evidente: Merino, Oyarzabal e Dani Olmo avevano già vinto con lui l’Europeo Under 21 del 2019 in Italia, insieme a Fabián Ruiz e Borja Mayoral.”
Fare calcio e progettare calcio
La Spagna ieri ha vinto la partita onorando ancora una volta il gioco del calcio. Le statistiche parlano chiaro. Le Furie Rosse hanno avuto il 65% di possesso palla, hanno effettuato 20 tiri totali contro i 2 dell’Argentina. Tra questi, 12 nello specchio della porta contro lo zero assoluto di Messi e compagni. Hanno fatto lettralmente calcio, lo hanno onorato. Ed il tutto nasce da un progetto che da 20 anni ha portato la Nazionale iberica a vincere: Rodri e compagni stanno solo continuando a farlo… Anche le premiazioni sono eloquenti: Rodri miglior calciatore della competizione, Cubarsi miglior giovane, Unai Simon miglior portiere. Insomma, hanno lasciato solo il premio per il capocannoniere a Mbappé, pure ingabbiato quando l’hanno affrontato in semifinale.
Dopo i dovuti complimenti da fare a Messi per l’ultimo Mondiale disputato e per un ventennio di grande calcio regalato, d’obbligo fare i complimenti alla Spagna e ad un progetto di lungo corso che ha portato gli uomini di De La Fuente a dominare il mondo. La speranza è che qualcuno da noi possa cercare di prendere spunto.

1 thought on “Spagna, la vittoria di un progetto di calcio”