Undici misure cautelari dopo la rissa della movida in Piazza Marina: Barletta al centro delle indagini.
Barletta torna al centro della cronaca giudiziaria dopo l’operazione che ha portato all’esecuzione di undici misure cautelari per la rissa avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 marzo 2025 nei pressi del locale “Plaza”, in Piazza Marina. Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani su richiesta della Procura, segna un nuovo capitolo nel contrasto alla criminalità urbana e ai fenomeni di malamovida che interessano le città più frequentate dai giovani.
La ricostruzione dei fatti e la dinamica dello scontro
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, le prime fasi dello scontro sono state segnate da manovre automobilistiche estremamente pericolose. Le vetture di grossa cilindrata hanno compiuto giri ad alta velocità attorno alla rotonda, sfiorando i pedoni e creando un rischio immediato per l’incolumità pubblica. Due gruppi contrapposti — giovani di Barletta da un lato e soggetti provenienti da Cerignola dall’altro — avrebbero dato vita alla rissa dopo una serie di provocazioni deliberate. L’area, molto frequentata e vicina a sedi istituzionali, è diventata in pochi istanti il centro di una violenza improvvisa e incontrollata.
La ricostruzione è stata possibile grazie a un lavoro minuzioso sui filmati della videosorveglianza cittadina e interna al locale. A questo materiale si è aggiunto il monitoraggio costante dei profili social degli indagati. Nel documento si sottolinea che “tale attività ha consentito di cristallizzare le singole responsabilità, identificando i partecipanti attraverso i capi d’abbigliamento griffati, gli orologi e i tatuaggi ostentati sui social”.
Le misure cautelari e le contestazioni
Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per cinque giovani — tre residenti a Cerignola e due a Barletta — imponendo anche il divieto di comunicare con persone non conviventi. Gli altri sei indagati devono presentarsi ogni giorno alla Polizia Giudiziaria, secondo quanto stabilito nel provvedimento.
Le contestazioni comprendono rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti ad offendere. Particolarmente grave la posizione di due giovani cerignolani, accusati di aver tentato di sottrarre gli occhiali da vista a un contendente colpendolo con un pugno al volto.
Nel corso dei tumulti, la violenza si è estesa anche agli arredi urbani: “Lo sradicamento di pali della segnaletica stradale utilizzati come armi e il lancio di fioriere e oggetti contundenti” ha aggravato ulteriormente il quadro.
Il ruolo delle istituzioni e il richiamo alla legalità
L’operazione conferma la costante attenzione dell’Autorità giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel presidiare i luoghi della movida e nel contrastare fenomeni di degrado e violenza. Barletta, in questo senso, diventa un caso emblematico della necessità di un controllo capillare e di una risposta tempestiva alle derive della malamovida.
Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: “L’eventuale responsabilità dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza definitiva”.
