Un nuovo polverone scuote il mondo del calcio italiano e, questa volta, il centro di gravità permanente delle polemiche si sposta dagli uffici della FIGC ai corridoi della Procura. Al centro della vicenda c’è Schenone, alto dirigente dell’Inter, convocato dal Pubblico Ministero Marcello Ascione per fare chiarezza su una vicenda che potrebbe avere contorni scottanti: le presunte pressioni esercitate sul designatore arbitrale Gianluca Rocchi.
Il fatto: la convocazione di Schenone
La notizia è trapelata nelle ultime ore, confermando un clima di tensione che già aleggiava sopra le dinamiche arbitrali dell’ultima stagione. Schenone è stato ascoltato come persona informata sui fatti (o in base agli sviluppi d’indagine) in merito a contatti che esulerebbero dai normali canali istituzionali tra club e vertici arbitrali.
L’inchiesta, coordinata da Ascione, punta a verificare se le lamentele o le richieste del club nerazzurro abbiano superato il limite del “confronto civile”, sfociando in condotte volte a influenzare o condizionare l’operato di Rocchi nella gestione delle designazioni o dei protocolli VAR.
I punti chiave dell’inchiesta
L’attenzione degli inquirenti si starebbe focalizzando su tre aspetti fondamentali:
- Le comunicazioni private: Analisi di messaggi e telefonate intercorse tra la dirigenza interista e il designatore.
- Il timing delle pressioni: Se queste siano avvenute in concomitanza con episodi arbitrali controversi che hanno favorito o penalizzato il club.
- La versione di Rocchi: Il designatore, già sentito in precedenza, avrebbe fornito la sua ricostruzione dei fatti, che ora deve trovare riscontro nelle dichiarazioni di Schenone.
“La trasparenza del sistema arbitrale è il pilastro su cui poggia la credibilità della Serie A. Qualsiasi ombra va dissipata immediatamente.” — Fonti vicine alla Procura.
Cosa rischia l’Inter?
Al momento è prematuro parlare di sanzioni sportive. Tuttavia, se venisse accertata una violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità (previsti dall’Articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva), le conseguenze potrebbero essere pesanti:
- Sanzioni Amministrative: Multe salate per la società.
- Inibizioni: Provvedimenti restrittivi per i dirigenti coinvolti.
- Penalizzazioni: In casi estremi, se venisse provato il tentativo di alterare il regolare svolgimento delle competizioni.
La posizione del club
Dalla sede dell’Inter filtra una calma apparente. La società si dice “serena e pronta a collaborare”, ribadendo che i rapporti con la classe arbitrale sono sempre rimasti nell’alveo della dialettica sportiva. Schenone, dal canto suo, avrebbe risposto punto su punto alle domande di Ascione, cercando di smontare il teorema della “pressione indebita”.
Sviluppi attesi
Nelle prossime ore sono previste nuove audizioni. La sensazione è che il caso Schenone sia solo la punta di un iceberg di un’indagine più ampia volta a ridefinire i confini tra i club e chi decide chi deve fischiare sul campo.
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