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Le Pillole di Enrico
Habemus Papam. Giovanni Malagò, ieri, è stato eletto Presidente della Figc ed, ora, avrà da affrontare una serie di situazioni che meritano molta attenzione e risolutezza. Saranno necessarie scelte puntuali ed adeguate alla bisogna, una selezione di persone in grado di esprimere competenze professionali ed emotive capaci di affrontare le sfide che ci attendono.
Io lo scrivo senza difficoltà, sono fiducioso nei confronti dell’eterno ragazzo romano del Circolo Aniene. Della vecchia guardia, a mio parere, Malagò è il migliore, è una persona abituata a rapportarsi con l’esistenza in modo positivo e ottimista, sempre in sintonia con la filosofia del fare. Sì, un po’ maramaldo, un po’ piacione e un po’ guascone lo è, ma Madonnina, in un Paese troppo abitato da gente della serie “non lo fo per piacer mio ma per far piacere a Dio”, uno come Giovanni Malagò mi è anche simpatico.
Nello sport, insomma, ha avuto tutti gli incarichi possibili, ha portato a casa risultati, ha vissuto alla grande. Ha avuto donne bellissime e figlie belle da una donna incantevole. Non deve chiedere nessun strapuntino a nessuno. Ha la possibilità di riformare il calcio italiano su tre versanti: impianti, settori giovanili ed eventi sportivi ed è libero di scegliere. Mi auguro che non scenda a compromessi con nessuno di quelli che hanno prodotto la devastazione di tre mancate qualificazioni ai Mondiali. Ed allora un suggerimento glielo rivolgo: promuova Silvio Baldini Selezionatore della Nazionale maggiore. E se ne freghi del resto. Se non è libero di scegliere uno come Giovanni Malagò allora vuol dire che siamo un Paese destinato ad essere soltanto un parco giochi del mondo. Ad maiora.
A cura di Enrico Flavio Giangreco
