Le Veglie di Agata 2026
Ha preso il via venerdì 10 luglio, al Cortile Platamone di Catania, “Le Veglie di Agata“: il palinsesto artistico-culturale ideato e curato dalla progettista culturale Valentina Giua, realizzato in collaborazione con il Comitato per la Festa di Sant’Agata e con il patrocinio del Comune di Catania. Fino al 29 luglio la rassegna attraverserà la città con cinque serate e due mostre d’arte, per restituire alla Patrona uno sguardo che va oltre l’immagine consueta: presenza viva, identità, memoria condivisa.

Ad aprire la serata inaugurale è stata la stessa Valentina Giua, che dopo i saluti iniziali ha presentato al pubblico il senso e il calendario dell’intero progetto, prima di chiamare sul palco la madrina della rassegna, la professoressa Liliana Nigro, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania. È stata Nigro a introdurre i suoi cari amici Lucia Sardo e Marcello Cappelli, docenti della Scuola di Recitazione che porta il loro nome, chiamati ad aprire “Le Veglie di Agata” con lo spettacolo “Vita straordinaria ri Don Giuanni Grasso“.

La serata si è rivelata un vero successo. La qualità interpretativa di altissimo livello degli attori dell’Accademia ha nutrito questo primo appuntamento, restituendo al pubblico la storia di Grasso, attore catanese, con intensità e pathos. A colpire è stata soprattutto l’adozione, da parte degli attori, di molteplici tecniche interpretative, capaci di far cogliere agli spettatori tutta la bellezza di un teatro senza tempo.
Le proiezioni a stralci, affidate ai pannelli portati di volta in volta in scena dagli stessi attori, hanno creato movimento e stupore, mentre l’utilizzo delle marionette ha ripercorso la pupara della famiglia Grasso: fu infatti nel teatrino di pupi del padre Angelo che il giovane Giovanni mosse i primi passi, prima di diventare l’attore che avrebbe conquistato i palcoscenici di mezzo mondo.

Vita straordinaria ri Don Giuanni Grasso
Un’eredità tutt’altro che minore. Avviato alla carriera teatrale da Nino Martoglio, Giovanni Grasso si consacrò a Roma nel 1902, al Teatro Argentina, in occasione di alcune recite di beneficenza per le vittime dell’alluvione di Modica. Da lì la sua arte varcò i confini nazionali: nel 1908 Konstantin Stanislavskij lo vide recitare a Mosca, in una tournée resa possibile anche grazie a Edward Gordon Craig, che di Grasso scrisse ripetutamente sulla rivista The Mask dopo averlo visto a Firenze l’anno precedente. Vsevolod Mejerchol’d dichiarò di aver compreso numerose leggi della biomeccanica proprio osservandolo recitare. Negli Stati Uniti, Lee Strasberg e Sanford Meisner — tra le figure più influenti della storia della recitazione americana — lo definirono rispettivamente capace di una verità scenica che trascendeva la recitazione stessa, e semplicemente il più grande attore mai visto. Anche la letteratura gli rese omaggio: lo scrittore russo Isaak Babel’, che lo vide recitare da adolescente a Odessa, gli dedicò il racconto “Di Grasso” nei suoi Racconti di Odessa. Grasso fu inoltre tra i protagonisti del cinema muto italiano, con il film “Sperduti nel buio“, diretto proprio da Nino Martoglio.

Restituire questa figura alla città è stato il modo più giusto per aprire “Le Veglie di Agata“: una veglia che comincia proprio da dove la grande arte catanese è sempre nata.


Le Veglie di Agata 2026
Il calendario prosegue ora con un doppio binario, tra performance serali e arti visive.
Dal 12 al 19 luglio la Sala del Piccolo Parlatoio del Palazzo della Cultura ospita la mostra personale di Martina Privitera; il 15 luglio sarà la volta della parola, con il Poetry Open Mic; il 19 luglio la scena passerà alle tradizioni popolari con il Gruppo Teatrale Folk I Lapilli e il concerto dell’ensemble Harmonia Ostinata, mentre la stessa sala accoglierà, fino al 26 luglio, le opere del maestro Salvo Coglitori. Il 22 luglio toccherà all’improvvisazione teatrale della scuola Attimpari, prima del gran finale del 29 luglio, tra la danza della scuola Elementos, diretta da José Adornetto, e il concerto della band catanese Miqrà, di Giovanni Timpanaro.
Le veglie di agata 2026
(Le foto sono state realizzate da Fabio Falsaperla)

