Il Principe, i versi traditi e la sinfonia segreta di oltre cinquanta capolavori
Totò, Antonio De Curtis, il Principe che scelse la maschera per non morire di realtà, è stato il padrone assoluto del palcoscenico e della celluloide.
Buona parte delle persone ignorano la partitura che muove quel corpo di marionetta disarticolata.

Il Totò che non ti aspetti
La vera essenza di Totò risiedeva nella musica. Infatti, il suo catalogo sterminato supera le cinquanta creature melodiche nate dal suo puro istinto.
Inoltre, questa straordinaria sensibilità affondava le radici nei bassi di Via Santa Maria Antesaecula nel Rione Sanità.



Il pentagramma nascosto di un aristocratico della miseria
Nel cuore di una Napoli ricca di contrasti, tra canti di posteggia e melodie straziate, il piccolo Totò ha assorbito quell’atmosfera unica.
La musica è diventata per De Curtis il vero rifugio per tutti i suoi sentimenti mai detti.
Totò non sapeva leggere la musica
E’ vero, Totò non sapeva leggere le note, ma le intuiva con la precisione feroce di chi ha fame dentro. Pertanto, è riuscito a comporre o a ispirare oltre cinquanta brani, spaziando dalla macchietta alla romanza disperata, dal foxtrot alla canzone classica napoletana più pura. Tuttavia, le sue creature musicali nascevano sempre per esigenze personali.
Non cercavano il plauso facile dei festival, e infatti il sistema ufficiale, freddo, burocratico e borghese, lo respinse quasi sempre.
I rifiuti
Basti pensare al rifiuto della commissione del Festival di Napoli nel 1959 per la sua Piccerella napulitana (quella “Piccerella, piccerè“ interpretata da Nino Taranto che raccontava i vicoli con la precisione di un chirurgo dell’anima).
O alla sua unica e un po’ spaesata apparizione a Sanremo nel 1954 con Con te, interpretata da Achille Togliani, Natalino Otto e Flo Sandon’s.



Il Principe preferiva non cantare le sue canzoni
Totò non si sentiva sicuro di interpretare le canzoni che scriveva. Voleva che fossero altri a prestargli la voce, come a voler custodire un pudore segreto.
Inoltre, il suo immenso catalogo autoriale conta decine e decine di titoli dimenticati, riaffiorati o incisi dai grandi. Di conseguenza, questo straordinario patrimonio è diventato un vero pantheon della canzone d’autore.



I cantanti di Totò
Ascoltare le oltre cinquanta canzoni nate dalla penna e dall’ispirazione di Totò significa compiere un vero viaggio dentro la vocalità d’autore più alta del Novecento.
Infatti affidava i suoi frammenti di cuore a interpreti leggendari, capaci di raccogliere quella polvere di stelle e trasformarla in lacrime e sorrisi.
Giacomo Rondinella
Fu il primo vero megafono dell’immortale Malafemmena. La canzone era nata per suggellare una tempesta privata. Tuttavia, venne poi trasfigurata nel 1956 sul grande schermo grazie all’interpretazione cinematografica di Teddy Reno nel film Totò, Peppino e la… malafemmena. Ma è stato interprete anche di: A chi non la sapesse, Casa mia, Ischia mia, Isola d’oro (Capri), Me songo annammurato, Non voglio amare più, Nun sì ‘na femmena, Uocchie ca me parlate.
Roberto Murolo
Con la sua classe aristocratica, ha saputo spogliare i testi di ogni retorica. Ci ha regalato interpretazioni di una sobrietà e di una struggente bellezza disarmante: Aggio perduto ammore, Malafemmena. Tra queste ad esempio, emerge in modo emblematico il brano Nemica.
Nino Taranto
Fratello d’arte e complice di una vita, capace di passare dalla comicità pirotecnica alla recitazione magistrale e accorata di capolavori poetici e musicali, compresa la monumentale trasposizione de ‘A livella e brani come Piccerella napulitana, Miss, mia cara miss, Filomè.
Achille Togliani
Invece, con la sua voce vellutata e romantica, ha incarnato l’Italia del boom. Di conseguenza, nel 1954 è giunto sul palco dell’Ariston con il brano Con te. Ma non è la sola canzone di Totò interpretata, ci sono anche: Abbracciato cu’ ttè, Le lavandou, Rapallo, Tu sì tutto pe’ mmé.
Claudio Villa, Franco Ricci, Renato Carosone, Fausto Cigliano, Aurelio Fierro, Mario Trevi e Nunzio Gallo
Nel corso degli anni molti artisti hanno attinto a quel vasto repertorio sommerso. Pertanto, hanno potuto valorizzare le melodie firmate da De Curtis.
Le oltre cinquanta sfumature della “mòseca” di Totò: un universo da esplorare
Tuttavia ridurre la produzione musicale di Totò a due o tre tormentoni significa ignorare un mosaico di oltre cinquanta canzoni depositate, poiché esse sono state scritte per il teatro di rivista, per la radio o donate agli amici musicisti (come le collaborazioni storiche con Armando Fragna, Carlo Alberto Rossi e tanti altri).
Ascoltare oggi l’intero spettro delle sue opere significa abbassare le difese, togliersi la corazza della contemporaneità e lasciarsi attraversare da un vecchio brivido
Da pezzi ironici e surreali a melodie strazianti, il corpus musicale di Antonio De Curtis attraversa epoche e registri stilistici differenti:



Tabella Generale delle Canzoni
Totò è un artista universale capace di comporre e interpretare un mosaico di oltre cinquanta canzoni senza mai tradire l’innocenza del proprio dolore.
Tuttavia lui non faceva musica: la subiva. Infatti, ogni sua nota, ogni verso, ogni pausa riempita dal silenzio del pianoforte era un atto di resistenza contro la volgarità del mondo.
Il DivulgAutore Emozionale: La sua “mòseca” non nasceva dalle accademie; possedeva il battito cardiaco, irregolare, di chi ha amato troppo, ha sofferto in silenzio e ha scelto di far ridere gli altri per non costringere nessuno a guardare le sue proprie voragini. Finché risuonerà l’eco di una posteggia lontana o le note di un accordo minore interpretato dai suoi grandi compagni di viaggio, Antonio De Curtis non se ne sarà mai andato: continuerà a camminare, leggero e regale, sul filo invisibile delle nostre emozioni più vere.
© Jennypranz (Gennato Pranzile). Tutti i diritti riservati.

Il più grande attore comico del secolo scorso sentendo i sui brani ancora oggi danno emozioni grande d’indimenticabile Antonio de Curtis (Totò)
Grazie mille, sono d’accordo, l’emozione è ancora viva
Un bellissimo e intenso racconto di JenniPraz che ci porta a conoscere Totò non soltanto come il grandissimo attore e Principe della risata che tutti ricordiamo, ma anche attraverso le tante sfaccettature di un uomo straordinario. ❤️
Totò è stato teatro, cinema, poesia e musica: un artista completo, autore di parole e melodie, capace di trasformare emozioni, malinconie e sentimenti in canzoni indimenticabili, come la celeberrima Malafemmena. La sua arte musicale, spesso nata semplicemente da un motivo fischiettato, racconta una parte più intima e sensibile del suo animo.
Ma dietro quella maschera comica c’era anche un uomo dal cuore grande, generoso e profondamente sensibile, con un particolare amore per gli animali, soprattutto cani e gatti.
Ed è proprio questo che rende ancora più affascinante la figura di Totò: un uomo capace di far ridere milioni di persone, ma che custodiva dentro di sé anche poesia, malinconia, sensibilità e tanta umanità.
Grazie Jenny i per averci fatto riscoprire, attraverso Totò e la sua Mòseca, il volto più autentico e meno conosciuto di questo immenso artista. ❤️👏
TOTO’ E LA SUA MOSECA
(Jennypranz)
Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee gentile