
Il culto della Beata Vergine Maria della Consolazione a Reggio Calabria risale a una famiglia genovese. Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, la famiglia si trasferì nella città calabrese. Portò con sé un’immagine della Madonna, alla quale era molto devota.
Tra il 1567 e il 1577, una tremenda pestilenza colpì la città. Secondo la tradizione, il frate cappuccino Antonino Tripodi pregava davanti al quadro. Durante la preghiera, gli apparve la Madonna. La Vergine annunciò al frate la fine dell’epidemia.
Dopo l’apparizione, il popolo reggino organizzò un grande pellegrinaggio. Numerosi cittadini raggiunsero la Basilica dell’Eremo per ringraziare la Madonna.
Negli anni successivi, altre pestilenze colpirono la città. Le epidemie del 1636, del 1656 e del 1672 rafforzarono la devozione dei cittadini. Crebbe così anche il legame con la Madonna della Consolazione e con la Sacra Effigie.
Il 24 giugno 1657, la città compì un importante gesto di devozione. Con un atto notarile, rogato dal notaio Cristoforo Latella, i rappresentanti di Reggio Calabria si impegnarono a offrire ogni anno un cero votivo. La città avrebbe consegnato il cero durante la festa della Madonna.
Il 26 agosto 1752, la Santa Congregazione dei Riti emanò un decreto importante. Con questo provvedimento, la Chiesa riconobbe la Beata Vergine Maria della Consolazione come «Patrona della città».
Nel 1693, un violento terremoto colpì la Sicilia. Reggio Calabria, invece, rimase illesa. Il popolo reggino interpretò questo evento come un segno della protezione della Madonna.
Per ringraziare la Vergine, i cittadini portarono nuovamente in processione la Sacra Effigie. I cittadini donarono una cornice in argento. L’Amministrazione offrì due corone dello stesso materiale. Il Capitolo donò invece un velo di raso color cremisi, colore della città.
Nel corso dei secoli, la devozione alla Beata Vergine Maria della Consolazione continuò a crescere. I cittadini si rivolsero alla Madonna soprattutto nei momenti di difficoltà.
Le pestilenze del 1743-1744, del 1836-1847 e del 1854 alimentarono ulteriormente questa devozione. Lo stesso accadde durante i terremoti del periodo 1696-1719 e durante il devastante terremoto del 1908.
Anche nei periodi di siccità, il popolo reggino si affidò alla Madonna della Consolazione. La Sacra Effigie divenne così un simbolo della fede e della devozione della città di Reggio Calabria.

1 thought on “La storia della devozione del popolo reggino verso la Beata Vergine Maria della Consolazione”