Si è chiusa il 28 agosto 2026, ma vale la pena tornarci sopra: TERRA, la mostra bipersonale di Salvo Muscarà e Chiara Fronterrè ospitata da StudioBlu81 – Contemporary Art in via Regina Elena 27 a Marzamemi, ha messo in dialogo due modi differenti di guardare alla Sicilia, alla sua materia e al suo paesaggio.

Dipinto olio su legno di Salvo Muscarà
Da una parte gli oli su legno di Muscarà, legati ai luoghi, alla memoria e a uno sguardo che nasce anche dalla sua esperienza nella pittura urbana. Dall’altra le opere di Fronterrè, realizzate attraverso pigmenti, tessuto, cartoncino e incisioni, nelle quali la superficie diventa spazio di stratificazione e trasformazione.
A completare il percorso espositivo, un’installazione fotografica di Candida Luciano ha introdotto un ulteriore registro visivo, più intimo e onirico, nel quale corpo e paesaggio entrano in relazione.
Inaugurata il 6 agosto 2026, la mostra è stata accompagnata da un intervento sonoro del collettivo Soundscapes. Una parte del ricavato delle vendite delle opere è stata inoltre destinata alla Carica dei Volontari, associazione impegnata nella tutela degli animali e nella cura del territorio.
Ne scriviamo oggi, a mostra conclusa, perché alcune visioni meritano di restare in circolo anche quando le sale hanno già riaperto ad altro.
Ho visitato personalmente TERRA negli spazi di StudioBlu81 e la prima sensazione è stata quella di respirare ossigeno a pieni polmoni. Un’impressione fisica, quasi immediata, che nasce dal rapporto tra lo spazio, le opere e quella materia viva che attraversa l’intero percorso espositivo. È come se la mostra invitasse a rallentare lo sguardo e a tornare a una dimensione più essenziale del vedere.

Foto: Salvo Muscarà, Valentina Giua, Chiara Fronterrè
TERRA a Marzamemi: due artisti e una materia comune
Il titolo TERRA diventa il punto d’incontro tra due ricerche artistiche differenti.
Il progetto espositivo mette in relazione la pittura di Salvo Muscarà e la ricerca materica di Chiara Fronterrè, entrambe profondamente legate alla Sicilia, ma sviluppate attraverso tecniche e linguaggi differenti.
Il paesaggio, la memoria, la materia e la trasformazione attraversano le opere senza produrre una rappresentazione univoca dell’isola.
La mostra TERRA a Marzamemi propone così una Sicilia osservata attraverso superfici, tracce, colori e luoghi: una terra concreta, ma anche capace di diventare memoria e immaginazione.
Salvo Muscarà, la Sicilia negli oli su legno

Dipinto olio su legno di Salvo Muscarà
Siracusano del 1980, oggi residente a Noto, Salvo Muscarà disegna fin da bambino. Nel suo percorso attraversa l’aerografia e il tatuaggio, studia fumetto a Roma e si specializza nell’illustrazione francese, americana e italiana.
Ha partecipato a manifestazioni come Lucca Comics e Napoli Comicon e ha lavorato anche con editori belgi e statunitensi. Nel 2012 fonda a Noto Sbarocco Comics.
La strada rappresenta uno dei territori più riconoscibili della sua ricerca artistica.
Tra i suoi interventi urbani figura il murale Madonna della munnizza a Noto, realizzato nella contrada Fiumara, mentre altri lavori affrontano temi sociali e ambientali, tra cui il randagismo e l’avvelenamento degli animali.
A Catania ha realizzato un omaggio a Franco Battiato nel quartiere Civita; ad Avola ha firmato il ritratto di Giovanni Falcone in piazza San Sebastiano con la Fondazione Federico II. Nel suo percorso compaiono inoltre interventi dedicati a Falcone e Borsellino e alla violenza contro le donne.
Nel febbraio 2026 ha presentato a Catania La fiamma di Agata, progetto artistico dedicato alla patrona della città.
Gli oli su legno di Salvo Muscarà in TERRA
Per TERRA, Muscarà ha presentato una serie di piccoli oli su legno dedicati alla Sicilia.
Sono scorci quotidiani: un torrente tra la vegetazione, una radura, un sentiero che si perde nel verde. Le pennellate rapide trasformano questi luoghi in immagini essenziali, sospese tra osservazione e sintesi.
Il rapporto con il territorio, già centrale nei suoi interventi murali, assume qui una dimensione più raccolta.
Osservate dal vivo, le opere restituiscono una dimensione ancora più intima del paesaggio. La piccola scala dei lavori porta lo sguardo vicino alla superficie e invita a soffermarsi sui dettagli, quasi come se quei luoghi fossero frammenti di memoria raccolti e restituiti attraverso la pittura.
Lo stesso artista ha scritto:
“Dipingere, documentare, far sentire i posti che ci appartengono come esseri umani è la forma più grande di rispetto alla terra per il dono ricevuto.”
La pittura diventa così anche una forma di attenzione verso i luoghi e verso ciò che li abita.
Chiara Fronterrè, pigmento, tessuto e tracce del tempo

Dipinto tecnica mista su stoffa, Chiara Fronterrè
Nata nel sud della Sicilia, Chiara Fronterrè si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, frequenta la Facultad de Bellas Artes di Valencia e l’Accademia LABA di Firenze, dove consegue un master di primo livello in arti visive con uno stage al Museo Pecci di Prato.
Nel 2013 fonda il gruppo artistico La Malafabbrica, promotore e organizzatore delle diverse edizioni di TonnArte, progetto dedicato all’arte negli spazi della tonnara di Marzamemi.
Nel 2023 apre il proprio studio e nasce StudioBlu81 – Contemporary Art, spazio creativo nel cuore del borgo marinaro di Marzamemi.
La ricerca di Fronterrè utilizza carta, inchiostro, pigmento e grafite per indagare luoghi, memoria e trasformazione, con particolare attenzione alla relazione tra fragilità e resistenza.
Le opere di Chiara Fronterrè nella mostra TERRA
Le opere presentate in TERRA sono realizzate su tessuto e cartoncino, attraverso stratificazioni di pigmento e incisioni.
Le campiture di acquerello si incontrano con tonalità di blu e verde acqua, creando superfici che ricordano mappe, paesaggi consumati o tracce lasciate dal tempo. Su queste superfici emergono agavi e foglie secche disegnate a china.
La vegetazione diventa così presenza e traccia allo stesso tempo.
Il lavoro dell’artista interroga il rapporto tra fragilità e resistenza, concentrandosi sulle superfici che conservano i segni del tempo e sulle zone di confine nelle quali la natura persiste e trova nuove possibilità di trasformazione.
Nel suo percorso recente figurano, tra le altre, Salvatica al MAT Museo di Noto, Simbolica a Catania e Soul Garden a Piazza Armerina.
Candida Luciano, il terzo sguardo di TERRA

Foto di Candida Luciano
A completare la mostra, l’installazione fotografica di Candida Luciano amplia il percorso con un linguaggio differente da quello pittorico.
Fotografa di base a Marzamemi, Luciano è diplomata all’Accademia di Belle Arti Fidia. La sua ricerca fotografica è introspettiva e onirica e ha nell’autoritratto uno dei suoi nuclei principali.
Lavora in digitale, mettendo in relazione corpo e paesaggio attraverso un intervento minimo di post-produzione. Il processo creativo si concentra soprattutto sulla costruzione dell’immagine: pensare la scena, costruire la relazione tra la figura umana e l’ambiente e trasformare il paesaggio in uno spazio percettivo.
Alla ricerca personale ha affiancato collaborazioni nella fotografia di moda.
Marzamemi occupa un posto particolare nel suo immaginario, soprattutto nella sua dimensione invernale, quando il borgo si svuota del turismo e il paesaggio assume una dimensione più silenziosa e sospesa.
Luciano ha inoltre partecipato a importanti progetti espositivi, tra cui la mostra fotografica Addèvu alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa.
La terra che sogna l’acqua

Foto di Candida Luciano
La ricerca di Candida Luciano non si limita alla documentazione del territorio.
La sua fotografia costruisce una Sicilia possibile, nella quale il paesaggio può trasformarsi e il corpo può entrare in continuità con gli elementi naturali.
Il nucleo poetico del suo lavoro può essere sintetizzato nella frase:
“La terra che sogna l’acqua, l’acqua che sogna la terra, il corpo che sogna entrambi.”
Le fotografie diventano così immagini di una realtà reinventata: una Sicilia nella quale il mare può salire sugli alberi, il corpo può lasciarsi attraversare dal paesaggio e gli elementi possono cambiare forma.
Il suo immaginario non vuole semplicemente descrivere l’isola, ma re-immaginarla, trasformandola in uno spazio sospeso tra ciò che emerge e ciò che affonda, tra ciò che appartiene al presente e ciò che rimane nella memoria.
In questo senso, la presenza di Luciano introduce nel percorso di TERRA un diverso rapporto tra territorio e immaginazione.
Dal vivo, è proprio nel confronto tra i diversi linguaggi che il senso del percorso emerge con maggiore chiarezza. La pittura di Muscarà, la ricerca materica di Fronterrè e la fotografia di Luciano non si sovrappongono, ma costruiscono prospettive differenti sulla stessa idea di territorio. È un dialogo che, osservato nello spazio di StudioBlu81, restituisce alla parola “terra” una dimensione concreta e insieme immaginativa.
Tre linguaggi per raccontare la Sicilia

La presenza dei tre linguaggi rende il percorso espositivo particolarmente articolato.
Muscarà lavora sul legno e sull’olio, osservando il paesaggio siciliano attraverso una pittura essenziale.
Fronterrè interviene su tessuto e cartoncino attraverso pigmenti, incisioni e stratificazioni, facendo della superficie un luogo nel quale il tempo lascia tracce.
Luciano utilizza invece la fotografia per mettere in relazione corpo e paesaggio, trasformando la Sicilia in uno spazio anche interiore e immaginativo.
La bipersonale di Muscarà e Fronterrè, arricchita dall’installazione fotografica di Luciano, costruisce quindi una riflessione comune sulla materia e sul territorio senza uniformare i tre linguaggi.
Arte contemporanea in Sicilia e cura del territorio
TERRA ha affiancato alla ricerca artistica anche una dimensione concreta di attenzione al territorio.
Una parte del ricavato delle opere vendute è stata destinata alla Carica dei Volontari, associazione impegnata nella tutela degli animali e nella cura del territorio.
L’aspetto solidale non è quindi rimasto separato dal progetto espositivo, ma ne ha accompagnato la concezione fin dall’inizio.
Anche l’intervento sonoro dei Soundscapes, previsto per l’inaugurazione del 6 agosto, ha contribuito a costruire un’esperienza capace di mettere in dialogo arti visive e paesaggio sonoro.
TERRA a Marzamemi: una mostra che continua oltre la chiusura
La mostra si è conclusa il 28 agosto 2026, dopo tre settimane di apertura a StudioBlu81.
Resta il dialogo tra due ricerche artistiche differenti e il contributo fotografico di Candida Luciano: il paesaggio dipinto da Muscarà, la materia stratificata di Fronterrè, la Sicilia sospesa e onirica di Luciano.
Legno, pigmento, tessuto e fotografia diventano così strumenti differenti per interrogare una stessa parola: terra.
Una parola che può indicare un luogo, una memoria, una materia, un paesaggio e, insieme, una responsabilità.
È forse questa la traccia più interessante lasciata da TERRA a Marzamemi: non una sola immagine della Sicilia, ma la possibilità di continuare a guardarla attraverso linguaggi differenti.
a cura di Valentina Giua | GBT Magazine | Redazione Sicilia
Riferimenti
Chiara Fronterrè: chiarafronterre.com — @chiara.fronterre
Salvo Muscarà: @salvomuscara
StudioBlu81: @studioblu81
Candida Luciano: @candidaops
StudioBlu81 – Contemporary Art
Via Regina Elena 27, Marzamemi (Siracusa)
TERRA
Salvo Muscarà e Chiara Fronterrè
6–28 agosto 2026
